Sono alcuni mesi che ho in testa di scrivere le mie idee nero su bianco, come sono solito fare, riguardo ad un tema difficile, a tratti insidioso anche per l’adulto.
Sono alcuni mesi che cerco le parole adatte perchè scrivere riguardo la resilienza è scrivere di sottili equilibri che affrontiamo anche senza accorgercene nel quotidiano e che vengono vissuti dai nostri bambini in maniera ancora più importante.

Cosa intendiamo quando parliamo di resilienza?
La resilienza è quella capacità che permette di affrontare in maniera positiva le avversità, le difficoltà e gli eventi traumatici della vita, facendo fronte ad esse senza modificare la propria identità e dando un nuovo slancio per il futuro.

 

Questà capacità non è innata e si sviluppa nel tempo attraverso le esperienze, il vissuto, l’ambiente di vita e sopratutto i contesti educativi.
Le difficoltà dei bambini ovviamente si collocano in una dimensione diversa rispetto a quelli degli adulti. Questo non esclude, però, la possibilità di sviluppare comunque la resilienza.
Per questo come Educatori abbiamo l’obbligo morale di conoscere e promuovere questa capacità nei bambini con i quali ci impegniamo tutti i giorni, siano essi i nostri figli o i nostri allievi.

Ecco allora 5 consigli utili:

Fissare obiettivi

E’ molto importante per il bambino comprendere quali siano i suoi punti di forza, quali gli aspetti positivi, e perchè no, anche ciò che lo mette in difficoltà.
E’ utile conoscersi, avere una visione globale personale, ed insieme ai genitori costruire dei piccoli obiettivi, dei piccoli passi da raggiungere che possano procurare soddisfazioni e fallimenti.
Il fallimento diventa positivo nel momento in cui si possa capire cosa migliorare e quali strumenti adottare per il futuro.

Promuovere l’autonomia

Ok, vi fermo subito.
Non voglio dire che i nostri bambini debbano lavare e stirarsi le magliette dopo un allenamento nel fango.
Non significa nemmeno che se una cosa è fuori dalla sua portata e pericolosa io debba comunque lasciargliela fare da solo, ma se vuole misurare le sue capacità con un salto dal tappeto elastico o provare ad aprire da solo la bottiglietta d’acqua devo concedergli questa opportunità.
Affrontare difficoltà e piccoli insuccessi promuove l’acquisizione di comportamenti resilienti.

Accompagnare alla scoperta del sé

Parlare con i bambini ogni volta che si ha l’occasione permette di creare una consapevolezza del sé delle proprie decisioni; in che modo?
Aiutarli a comprendere aspetti importanti dell’alimentazione, capire il valore dello sport, dell’igiene e di una buona presentazione personale.
Come prima, questo non significa che debbano prendersi cura di sé da soli, ma che imparino a preoccuparsi del loro benessere fisico ed emotivo quando sono da soli o non hanno l’appoggio dei genitori o degli adulti della famiglia.

Condividere e favorire l’empatia

​​L’individualità e l’egoismo sono molto forti nei bambini di oggi.
Comprendere il lavoro di gruppo ed entrare in empatia con i compagni sono capacità sempre più “rare” e per questo vanno evidenziate e affrontate con i bambini. il lavoro di gruppo ed entrare in empatia con i compagni sono capacità sempre più Comprendere

Mettersi nei panni degli altri e comprendere le emozioni dei compagni che ci stanno attorno permettere di vivere la relazione con il proprio io in maniera diversa e più responsabile, pronta a reagire in situazioni di difficoltà e insuccesso.

I NO aiutano a crescere

I bambini che crescono in ambienti con regole e limiti sono molto più sicuri che quelli cresciuti in ambienti troppo permissivi.
Per paura di frustrarli, i genitori spesso rinunciano a educare i figli a controllare gli impulsi, a dominare l’ansia e a sopportare le avversità.
Diventa allora importante saper riconoscere quando negare o vietare qualcosa per non rischiare di cadere in conseguenze negative nello sviluppo psicologico e nella relazione genitori-figli.
Ricordiamoci che i NO, giusti e spiegati, aiutano a crescere.

 


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