L’impronta sulla quale si basa l’Educazione Motoria in questo momento storico si riflette sulla cultura attuale: stereotipi, copie e modelli da seguire; 

Inventiva e autoaffermazione del proprio io vengono spente fin dal primo tentativo di emergere con personalità.

Ritengo importante che la società moderna debba puntare ad accompagnare il bambino alla scoperta del movimento, ma anche dell’educazione e della libera creatività.

Il bambino va lasciato libero di crescere e vivere secondo le vie a lui più attraenti, lasciato libero di scoprire cosa c’è al di là degli ostacoli, lasciato libero di provare, fallire, riprovare, continuare sulla stessa direzione, cambiarla, cambiarla di nuovo, provare ancora e ancora.

Come lasciare ai bambini questa grande libertà di esplorazione all’interno di regole e contenuti?
Come è possibile organizzare un’ attività motoria in maniera funzionale?

In questo sottile paradosso deve sapersi muovere con naturalezza l’importante figura dell’educatore.

Il suo compito è complesso e sottile: il bambino necessita di un maestro, un modello di comportamento, un animatore del gioco, un portatore di magia e gioia, un creatore di stimoli, un compagno ed un avversario. Deve saper entrare nel mondo del bambino, colorarlo e renderlo stimolante, ma mai si deve dimenticare che quello non è il suo mondo, non deve costruire niente, non deve plasmare nulla.

Le fondamenta di tutto questo lavoro sono una solida programmazione delle attività e una profonda conoscenza del gioco in tutte le sue sfaccettature.
I giochi da cortile più semplici posso trasformarsi in giochi funzionali con qualche piccolo ritocchino alle regole di base.
Conoscere i giochi a fondo i g
iochi permette all’ educatore di muoversi nella fantasia del bambino con molta naturalezza ed efficacia; inventarne di nuovi con creatività funziona in egual modo da stimolazione per il bambino che ci sta osservando.

Il gioco e l’Educazione Motoria in generale devono essere uno sfondo disegnato e modellato dall’Animatore, ma ciò che vive questo mondo, ciò che lo modifica e lo rende suo fa solo parte del bambino.

Si tratta di un modello organizzativo di lavoro controcorrente, che richiede all’ educatore una doppia fatica (inventare, modificare, creare in maniera funzionale), che richiede più tempo prima di poter vedere qualche scintilla nel bambino, aiutandolo però a crescere attivamente nel suo percorso di conoscenza cognitiva e motoria.


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