Tutti i giorni in televisione, sui giornali, sulle riviste e su internet vengono pubblicate una quantità quasi esagerata di notizie sull’importanza del movimento nella nostra vita. Riviste specializzate ci ricordano quanto un adeguata attività fisica possa ridurre in modo considerevole i rischi di problemi Cardiovascolari, a ritardare processi di invecchiamento e mantenerci nelle migliori condizioni possibili, per una tranquilla e serena vecchiaia.

 

Qualche sporadico articolo fa la sua timida apparizione sulla carta stampata, e qualche breve filmato trova un piccolo spazio alla tv parlando di un altro problema, riguardante le malattie di origine Ipocinetica.


La sindrome da “mancato o insufficiente esercizio fisico” conosciuta agli inizi degli anni ’60 con l’inizio del boom economico, oggi è una realtà che riguarda bambini e bambine dei paesi più ricchi ed industrializzati.
Il non uso o lo scarso utilizzo dell’esercizio fisico determina nel tempo un malfunzionamento dei nostri organi e apparati: nel momento in cui la funzionalità dell’apparato muscolare e scheletrico dei bambiniviene poco sollecitata, questi possono subire alterazioni e modificarsi nel tempo.

Si parla in questo caso di “Paramorfismi” ovvero atteggiamenti posturali non irreversibili dovuti in particolare modo da uno stile di vita inadatto e atteggiamenti posturali scorretti.

In generale la ridotta attività fisica crea i presupposti per l’insorgenza, nell’età evolutiva, di quadri paramorfici che, per quanto riguarda l’apparato locomotore sono rappresentati da:

 

  • Atteggiamento scoliotico,
  • Iperlordosi, Scoliosi,
  • Cifosi cervico dorsale,
  • Dismetria degli arti,
  • Varismo e Valgismo delle ginocchia, Piattismo del piede.

 

 

Questi paramorfismi sono spesso associati ad una situazione di sovrappeso, in una sorta di circolo vizioso dovuta alla sedentarietà ed al poco movimento.

Cosa Possiamo Fare?

Per riuscire a cambiare qualcosa di questi atteggiamenti, ancora meglio, prevenirli, non basta un’ora di attività fisica alla settimana, spesso forzata e in sport che non aiutano il bambino nel suo processo di crescita.
In questi casi tutto sta in mano ai genitori, che dovrebbero cercare di cambiare lo stile di vita del bambino (e spesso anche il loro) inserendo attività nel quotidiano per rendere la loro vita più attiva e più dinamica tra passeggiate (per andare e tornare da scuola), giri in bici, fare le scale invece che prendere un ascensore.
Tutti questi piccoli accorgimenti aiutano a modificare il metabolismo dell’organismo e se integrati da un’attività fisica ludica o sportiva regolare permettono anche di evitare la formazione di quadri paramorfici.

L’attività fisica nei giusti tempi e nei giusti modi, specie se quotidiana, è la miglior medicina sia per i grandi che per i bambini.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *