“C’è stato un momento in cui sono stata in cima al Mondo, ero una promessa Olimpica…”

Inizia così il racconto di Katelyn Ohashi una delle ginnaste americane più “chiacchierate” in questi ultimi anni, grazie alle sue esibizioni divenute virali in tutto il mondo: la prima esibizione, dello scorso anno, è una routine con sottofondo musicale di Michael Jackson ed ha raggiunto quasi 8 milioni di visualizzazioni, mentre la seconda, risalente a una settimana fa ha già raggiunto i 29 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Numeri incredibili… una popolarità pazzesca per una ragazza di 21 anni che per la maggior parte degli utenti rimane una perfetta sconosciuta.

Invece che commentare le bellissime esibizioni di questa ragazza mi piacerebbe parlare di un altro video, sempre su YouTube, pubblicato dal Player’s Tribune in cui la ragazza si racconta e parla della sua carriera. Si perché Katelyn sin da bambina ha dedicato tutta se stessa alla ginnastica. Ogni momento, ogni suo pensiero e tutto il suo impegno sono stati dedicati alla ginnastica. I podi e le vittorie sono stati tanti, era imbattibile… persino Simon Biles, sua connazionale e Oro Olimpico, è stata seconda dietro Katelyn. Una ragazza con un grande talento e uno spirito di sacrificio innato.

“La ginnastica era il mio mondo…”

Poi sono arrivate le pressioni da parte di tutte le persone che le stavano intorno, allenatori e tifosi, perché lei sì, era perfetta ma le mancava ancora qualcosa. Lei voleva mangiare cibo spazzatura per sentirsi meglio ma poi la cosa la spingeva ad allenarsi ancor di più per andare a letto senza rimorsi. Voleva, in certi momenti, provare un poco di quella infanzia che una passione, trasformatasi in sport con aspettative e pretese, le aveva portato via. E infine… i tanti infortuni.

Katelyn stava gareggiando su una schiena ormai sfinita e due spalle distrutte, tutto questo a 16 anni. Si sentiva sempre più schiacciata dal suo corpo e da quello che i media dicevano di lei, paragonandola ad un uccello che non era più in grado di volare, ha iniziato ad odiare se stessa ed il suo corpo. Fino a che, l’ennesimo infortunio non l’ha costretta a smettere per un po’ di tempo. Un infortunio che per lei ha rappresentato come una liberazione, si è sentita quasi felice.

“..I was broken” (..ero distrutta)

Una ragazza con un potenziale incredibile, già campionessa a 16 anni con ori nelle varie competizioni interazioni a cui aveva partecipato era arrivata ad odiare se stessa, il suo corpo, e ad essere contenta che un infortunio avesse temporaneamente fermato la sua carriera.

Questo è ciò che succede quando dimentichiamo che nello sport abbiamo a che fare con bambini che hanno grandi sogni, spesso molto più grossi delle loro spalle.

Ma come tutte le belle storie anche questa ha un lieto fine.

Katelyn trova nella sua istruttrice al college UCLA, Miss Val, una nuova via da seguire, nuove strade e nuovi obiettivi da perseguire verso quello che era il suo mondo, la ginnastica, e quello che ciò conta più di ogni altra cosa in un teenager, la felicità.

“Solidarietà, unire i legami. Siamo una grande famiglia, ci fidiamo l’ una delle altre. Si tratta di Fiducia, si tratta di entusiasmo, si tratta di passione per ogni cosa che facciamo. Si tratta del fatto che ognuna di Noi è assolutamente unica e Noi uniamo tutte queste differenze in un’ unica fibra.”

Katelyn ha ritrovato se stessa, ha ritrovato l’amore per la ginnastica, ha ritrovato la sua infanzia e ogni cosa che aveva perso. Ora è una ragazza felice, e anche se non ci sono podi, non ci sono medaglie e non ci sono copertine, è felice e realizzata in quello che fa.

Ogni ragazzo dovrebbe avere a che fare con una istruttrice come Miss Vaal, ciascuno dovrebbe poter essere libero di esprimersi come meglio crede e avere qualcuno al suo fianco che crede in lui e lo sprona ogni giorno per essere una persona migliore, anche senza riconoscimenti a fine giornata.

Grazie Miss Vaal e grazie Katelyn per avermi ricordato che lo sport è la cosa più bella del mondo e che, in fondo, la felicità e lo stare bene con noi stessi conta più di ogni altra cosa.


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